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soli
 L'ALFABETO DEGLI ANIMALI Riduci

L'alfabeto degli animali di Vincenzi Chiara

 

Le sue orecchie sono lunghe e se ride fa “Hi! Ho!”;

è musone e chiacchierone, a volte è un po’ testone:

Asino è il suo nome!

 

Lui invece ha due corna, gli occhi piccolini, il manto tutto nero;

è alto e grosso quanto un monte!

Il suo nome? Bisonte!

 

“Bau! Bau!” risponde se lo chiami! È allegro, corre e gioca.

Poi agita la coda per dirti che lui ha fame!

Eh, sì! È proprio l’amico Cane!

 

Ha una gobba sul suo dorso, vive al caldo nel deserto,

poi puntuale e in orario

lui è l’amico Dromedario!

 

Indovinate: il suo naso è lungo, lungo. Le sue orecchie grandi, grandi.

Le sue zanne sono bianche.

Non si mette mai a dieta, dunque è grosso e pesante:

lui è l’amico… Elefante!

 

Lei è bella e colorata, leggera ed elegante,

poi nel cielo vola va: con le ali danza e balla.

Lei, è l’amica Farfalla!

 

Lui è un grande dormiglione

corre anche, gioca salta, ed è molto coccolone.

Avete indovinato? Miaoo… esatto!

È l’amico Gatto!

 

Il mio amico è un po’ particolare

È un cane da slitta: viene dalla zona polare!

Gli occhi chiari e un folto pelo ha

Husky è il suo nome, e in giro per il mondo lui ti porterà!

 

Lui invece, è un po’ diverso: ha la forma di una botte, la sua bocca è

grande, enorme, e le gambe molto corte,

il mio amico Ippopotamo è…troppo forte!

 

Dalla chioma bella e folta, di tutti lui è il re!

“Roaarr!!” Avete già capito chi è?

Agile e veloce, divora tutto in un sol boccone

Il mio amico Leone!

 

Mangia tanto, è molto grosso, il mio amico Maialino!

Le sue zampe sono corte e la coda ha a ricciolino!

 

Le sue ali sono grandi, il suo becco è a uncino;

dorme la notte e si sveglia al mattino!

L’ amico Nibbio in alto sta,

perché sugli alberi il suo nido fa!

 

L’amica Oca ha il becco giallo,

batte le ali e si liscia le piume. Deve forse andare a un ballo?

Ma no, vanitosa allo stagno se ne sta,

saluta tutti e fa “ Qua! Qua!”

 

Parla, canta, lui ripete proprio tutto!

È l’allegro Pappagallo dalle piume colorate:

è un grande chiacchierone che non resta mai muto

al contrario, vi farete tante risate!

 

Ha le ali e odia il freddo, dall’inverno sta protetto.

è un rapace piccolino,

e per coprirsi usa una maglia.

Ma chi è? L’amica Quaglia!

 

Nuota, salta e vive nello stagno,

all’ amica Rana piace proprio fare il bagno!

 

Striscia di qua, striscia di là, a zig-zag piace andare

all’amico Serpente

il poverino, che oggi ha male a un dente!

 

L’amica Tartaruga, al mare va a nuotare

e al sole ad asciugare,

poi prudente e molto attenta,

lei cammina sempre lenta.

 

Ha le ali colorate ed il becco tutto giallo,

ora canta, lo sentite?

È qua vicino,

il mio amico Uccellino!

 

Il suo corpo è giallo e nero,

vola ronzando su e giù nel cielo,

Ma se ti vien vicina fai attenzione:

l’amica Vespa ha un affilato pungiglione!

 

Indossa un vestito?

Oppure un pigiama? Voi l’avete capito?!

Ma certo! Dal suo manto tutto a strisce,

è l’amica Zebra, si capisce! 

 

 


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 IL MONDO DI UN BAMBINO Riduci

Il Mondo di un bambino di Vincenzi Elisa

 

Correre, saltare, ridere e rotolare

Guardare stupiti le cose di sempre

 

Affondare le mani in un mondo incantato

Acqua, pongo, sabbia e farina

 

È proprio bello

Fare, disfare, creare e trasformare!

 

Giocare, afferrare, lanciare e mimare

Esplorare curiosi i suoni della vita

 

Se ascolto il tuo cuore sento già la batteria

E il vento fra gli alberi diventa un’orchestra

 

Colorare le emozioni e disegnare i pensieri

Evviva le tempere, i gessetti, i colori a dita ed i pastelli!

 


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 NEL PAESE DI TANTICOLORI Riduci

Nel paese di Tanticolori

(da un'idea di Elisa Vincenzi scritto con la piccola Arianna)

 

Mi muovo di qua

poi viaggio di là

A Tanticolori

Poi si arriverà!

Con gli occhi io vedo

Le cose più strane

Dei gatti a puntini

Nel cielo le rane!

Tu pensi sia vero

O sia solo mistero?

Saperlo potrai

Se qui leggerai!

 

 

Questo è il paese di Tanticolori. ...E’ un posto speciale, sorge in cima ad una collina e le case, tutte colorate sono state costruite a forma di matita.

Ovviamente la regione in cui si trova il paese di Tanticolori è Nonsisadove, nello stato di Tantoquanto, sul pianeta di Miraquà!...E gli abitanti si chiamano Tanticolorini... Già, gli abitanti di cosa si occupano?

 

Il loro lavoro consiste nel colorare i sogni delle persone... Vi siete mai chiesti da dove arrivano i nostri sogni?

Funziona in questo modo: quando una persona si addormenta, senza saperlo, inizia a pensare a qualche cosa accaduta qualche tempo prima o durante il giorno appena passato, oppure a quello che vorrebbe fare il giorno dopo!

 

Attraverso un segnale magico inviato dalle stelle, che vedono quello che la gente sogna, gli abitanti di Tanticolori possono disegnare il sogno, lavorando senza mai fermarsi, perché se da un lato della Terra è giorno,  dalla parte opposta è notte e le persone dormono.

Esiste, ovviamente, anche una fabbrica dei sogni, dove ogni Tanticolorino riveste un ruolo preciso.

C’è il direttore, il sig. Temperone, sposato con Pennellessa.

Abbiamo il responsabile dell’ufficio “invia/ricevi sogni”, il sig. Pennino e la referente per il reparto disegno e decorazione, la signorina Matitella...a seguire tutti gli altri, una moltitudine di personaggi, impegnati incessantemente a produrre immagini per i sogni....

 

Ma un giorno accade una cosa insolita.

Pennino, rivolgendosi al direttore: “Signor Temperone, mi scusi se la disturbo ma abbiamo un problema”

Temperone: “Mi dica. Di che si tratta?”

Pennino: “Da un po’ di tempo non arriva più nessun segnale da un bambino che vive in questa zona”. Così dicendo Pennino indica al direttore un punto ben preciso sulla cartina geografica dell’Italia.

Temperone: “Ma è una cosa impossibile. Tutti i bambini sognano! Come mai questo non riesce più a mandarci alcun segnale per permetterci di rappresentare il sogno?”

Pennino: “Forse è un problema delle stelle, che non riescono a ricevere il segnale oppure non riescono ad inviarlo alla nostra fabbrica dei sogni!”

Temperone: “Mi chiami subito il tecnico, il signor Astrolio!”

Pennino, che nel frattempo aveva già composto il numero di telefono di Astrolio: “Sta arrivando, signor direttore”.

Dopo circa due minuti, arriva nell’ufficio del direttore il signor Astrolio.

Astrolio: “Mi ha fatto chiamare direttore?”

Temperone: “Si. Penso che il signor Pennino le abbia già illustrato il problema e vorrei capire se la causa è da ricercare nel cattivo funzionamento del segnale di ricezione e invio delle stelle”

Astrolio: “Non penso proprio signor direttore. Sono passato giusto questa mattina a fare il mio solito giro di controllo e manutenzione ed era tutto a posto!”

Temperone: “Mi fido di lei. Ma allora che cosa può essere? Perché non riceviamo più alcun segnale da questo bambino?”

 

Nel frattempo sopraggiunge anche la signora Pennellessa, moglie del direttore. “Forse, semplicemente, non riesce più a sognare!”. Esclama, rivolgendosi ai presenti.

Temperone: “Ma non è possibile che un bambino non possa sognare!”

Pennellessa: “Mandiamo qualcuno a controllare la situazione”.

Temperone: “Buona idea! Astrolio, ci pensi lei.

Astrolio: “Io? Ma non sono mai sceso sulla Terra!”

Temperone: “La farò accompagnare dal signor Pennino. Lui è l’addetto dell’ufficio invia/ricevi sogni ed è più pratico nei viaggi ma per quanto riguarda la manutenzione tecnica...sa, se ci fosse da sistemare la testolina del bambino...occorre lei, caro Astrolio!”

 

Dovete sapere che il bambino che non riesce a sognare si chiama Lorenzo, ha dieci anni e da un po’ di tempo è molto triste. Si è appena trasferito in una nuova città con i suoi genitori e si sente molto solo.

La nuova casa è bella, spaziosa e più grande di quella in cui viveva prima ma gli mancano terribilmente gli amici con cui poteva giocare e divertirsi. Nei primi giorni aveva sperato di fare nuove conoscenze e di scoprire nuovi luoghi ma si era reso conto che era tutto inutile. Sembrava che nessuno si volesse accorgere di lui e così aveva smesso persino di sognare.

 

Astrolio e Pennino, ben nascosti per non farsi scoprire dagli umani, osservano per qualche giorno Lorenzo e capiscono la situazione.

Astrolio: “Qui c’è ben poco da sistemare povero bambino! Se non fa amicizia con qualcuno il caso potrebbe aggravarsi!”

Pennino: “Torniamo a Tanticolori e riferiamo quello che abbiamo visto. Per il momento non possiamo fare altro!”

 

Riferito il tutto a Temperone, viene indetta una grande assemblea, nella piazza principale del paese, aperta a tutti gli abitanti di Tanticolori per capire come risolvere la cosa.

C’è un gran fracasso, ognuno vuol dire la sua e Temperone ha un gran daffare per calmare gli animi.

Temperone: “Silenzio! La parola a Matitella, che ha alzato la mano”

Matitella: “Io propongo di disegnare un sogno pensato da noi e di inviarlo al bambino per fargli credere di aver sognato, così forse sarà invogliato a farlo da sé”

Astrolio: “Ma così non risolviamo la situazione. Lorenzo non sogna perché è triste e ha rinunciato a sperare in qualcosa”

Pennellessa: “Astrolio ha ragione. Bisogna aiutarlo a ritrovare fiducia in se stesso e negli altri”

Pennino: “Dovremmo creare una situazione in cui lui possa conoscere altri bambini e fare amicizia”

Matitella: “Ma in che modo? Noi siamo minuscoli se confrontati agli esseri umani. Come facciamo ad organizzare un incontro?”

Astrolio: “Forse ho la soluzione! Perché non chiediamo aiuto al signor Arcobaleno? I suoi colori attirano da sempre grandi e piccini! Potremmo proporgli di far partire il suo arco colorato dalla casa di Lorenzo, così richiamerebbe tante persone!”

Temperone: “Ottima idea! Lo chiamo immediatamente!”

 

Sembrava un giorno come tanti altri, per di più con la pioggia! Lorenzo era ancora più triste perché con quell’acquazzone non avrebbe potuto neppure mettere il naso fuori dalla porta.

Ma ad un certo punto accade qualcosa. Dal giardino di casa arriva una strana luce, molto colorata e intensa. Lorenzo esce a guardare e con grande stupore capisce che dopo il temporale, l’arcobaleno ha scelto proprio la sua casa per far partire il suo arco colorato.

 

“Che bello! Ma come hai fatto?” Gli chiede un bambino che si era avvicinato per guardare.

Lorenzo: “Io non ho fatto niente. Non so come sia successo!”

“Ma è stupendo!” Esclama un’altra bambina attirata dall’arcobaleno.

“Meraviglioso!” Grida un altro bambino che arriva correndo.

 

“Quanti bambini! Ma allora potrei giocare con loro e non essere più solo!” Pensa Lorenzo e aggiunge ad alta voce: “Io mi chiamo Lorenzo e abito qui da poco. Non conosco ancora nessuno. Vi andrebbe di giocare con me?”

 

“Volentieri” Risponde il primo bambino.

“Anche per me va bene. Lo vado a dire alla mamma ma poi arrivo!” Risponde anche la bimba.

“Si. Okay. Io mi chiamo Simone” Si presenta anche il terzo e poi via via tutti gli altri piccoli amici che nel frattempo vengono attirati dai fantastici colori dell’arcobaleno.

 

Da quella notte Lorenzo ricominciò a sognare. Si vedeva insieme ai nuovi amici in situazioni divertenti e avventurose. In fondo al suo cuore sapeva di dover ringraziare qualcuno ma non avrebbe mai immaginato di essere stato aiutato dai Tanticolorini e dal signor Arcobaleno in persona!

 


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 SOFIA E IL DENTINO DA LATTE Riduci

 SOFIA E IL SEGRETO DEL DENTINO DA LATTE

di Vincenzi Chiara

 

 

PROLOGO

 

Cosa succede, se improvvisamente, ti ritrovi catapultata in un altro mondo contenuto  nel tuo armadio? E se tu sola ne conosci l’esistenza?

Questa è l’incredibile scoperta che farà Sofia, una piccola e tenera bimba di soli sette anni, con molta immaginazione e tanta incomprensione nel mondo dei grandi…

In questa dimensione fantastica, farà la conoscenza di tanti nuovi e strani amici con i loro piccoli problemi che lei stessa aiuterà a risolvere, rimediando così ai suoi! In questo modo, comprenderà meglio l’ambiente in cui vive, quello reale degli adulti…

 

 

SOFIA

 

1 Capitolo

 

E’ una fresca mattina di sabato di primo inverno. 

In piazza Speranza, Gino il fruttivendolo, urla a squarciagola che sono appena giunte le arance di stagione.

Bruno il fornaio, sta invece sfornando il pane e profuma tutta l’aria intorno, ma a Sofia piacciono di più  le sue focaccine dolci con i granelli di zucchero sopra.

Eccola, aggirarsi per le vie dei negozi, insieme alla mamma, a fare la spesa.

Sofia, è una tenera bimba di sette anni,con i capelli color miele,raccolti da un cerchietto blu, che le incorniciano il visino.

La mamma si è fermata a chiacchierare con Silvana la giornalaia, per sapere le ultime novità del quartiere.

Sofia, invece, si è incollata alla vetrina dei dolci, implorando con i suoi occhioni la richiesta  di comperarli.  

Ma ahimè,  Sofia ultimamente sente male per un dentino da latte che ancora non si è deciso a  cadere, e la mamma non intende farle mangiare dei dolci proprio ora!

E’ bastato, infatti, il suo sguardo per farle capire che non l’avrebbe accontentata quel mattino.

Così delusa, tenendosi per mano, torna a casa tutta imbronciata.

Sofia non parlava tanto, non si esprimeva molto bene, soprattutto con gli adulti: si faceva capire a gesti, urlava, e passava molto del suo tempo a disegnare e colorare, inventando un mondo tutto suo.

Quel pomeriggio, era rimasta a tracciare sui fogli da disegno, tanti dolcetti che venivano serviti con il tè e li mangiava in compagnia di altre bambine.

Che cosa curiosa!  Si sentiva più sollevata.  Era come se li avesse mangiati per davvero!

E dopo aver riposto i suoi lavori e le matite colorate nel suo armadio azzurro, si mette nel suo lettino a dormire.

 

 

2 Capitolo

 

Sono passate circa due ore da quando la piccola Sofia è andata a dormire.

Fuori in cortile Tobia abbaia alla luna e il suo “ bauu” riecheggia per tutto il quartiere.

In casa, invece, si sente distintamente il russare del papà, il ticchettio dell’orologio che si trova nel salotto, lo sgocciolio del rubinetto della cucina: gluc…glic…gluc…

Percorrendo il corridoio, da una porticina colorata, entriamo nella stanzetta di Sergio, il fratellino di Sofia, che in quel momento sta sognando di cavalcare sconfinate praterie: il suo gioco preferito è correre per casa credendo di essere un abile cow-boy!

Entrando nella porta accanto, eccoci , invece, nella cameretta di Sofia.

Tutto appare tranquillo.

Sofia è andata a coccolarsi al calduccio, sotto il piumone colorato, e sta sognando tanti dolci di zucchero che volano nell’aria e attorno a lei.

Dliiin!... un lieve tintinnio di campanelli sembra risuonare ora nella stanza.

Sofia apre gli occhi, ma non sente più nulla.  Allora li richiude e si rimette a dormire.

Il tintinnio però si ripete.

Questa volta si siede nel letto per poter ascoltare meglio, ma tutta la stanza resta zitta.

Una cosa però accade: una luce colorata filtra dalle fessure del suo guardaroba e osservando meglio, le sembra quasi che l’armadio stesso si muova!

Senza alcuna paura, alza le coperte, scende dal letto e si precipita in direzione di quel bagliore e lentamente, comincia ad aprire l’anta del mobile.

Ciò che vede è qualcosa di straordinario!

La luce si è fatta più forte, ma quello che trova di inaspettato, è di sentire il  profumo  inconfondibile delle sue focaccine preferite!

E fissando all’interno con più attenzione, distingue perfettamente delle forme animate…che abitano il suo armadio!

<<Ma cosa fate voi qua dentro?>> esclama curiosa.

Le figure si bloccano, come pietrificate: non credevano di essere scoperte quella notte!

<<Dico a voi, creature..>> improvvisamente risuona il tintinnio dei campanelli, lo stesso suono che  aveva udito prima di fare la fantastica scoperta.

<<Sono pronte! Non possiamo fermarci, o si bruceranno!>> esorta una voce e allora tutto si rianima: il brulichio di quelle figure riprende e Sofia viene catturata all’interno del suo armadio!

 

3 Capitolo

 

Quale strano e meraviglioso mondo la sta circondando?

Un momento fa, si trovava nella sua stanzetta, a letto, con i ricordi della giornata appena trascorsa, e ancora la sensazione di quel dentino da latte che ogni tanto tornava a farle male.

Ora, era in una dimensione tutta nuova e a lei sconosciuta ma, soprattutto, si trovava circondata da personaggi piuttosto strani e buffi!

Non hanno delle vere e proprie sembianze umane, sono più simili a dei grossi e gustosi bigné umani! E tutti alle prese con dei grandi forni, mentre sfornano dolci e focaccine!

<<Ecco da dove proveniva quel delizioso profumo!>> pensa Sofia, e non si accorge che un dolcetto un poco più alto di lei, con tanto di gambe e braccia, le si avvicina. 

<<Ciao, Sofia! Vieni che ti mostro il nostro laboratorio di dolci!>> la invita lui.

Fa un balzo in dietro e, sorpresa, esclama: <<Ma come è possibile che voi parlate e abitate nel mio armadio?>>.

<<Tu hai disegnato i dolci che tanto ti piacciono! E ora siamo qua! Noi lavoriamo per Bruno il fornaio, e facciamo i dolci più buoni e gustosi per fare felici tutti i bambini!>>.

Sofia rimane ancora più stupita a quella notizia.

Poi esclama : <<Ma se ora siete qui, dopo, come li porterete via?>> e si porta le manine davanti al viso.

<<Questo è un problema che dovremo risolvere più tardi! Ma ora vieni con me, voglio mostrarti come li produciamo!>>.

Tutto era incredibile : Sofia era capitata in un mondo che profumava di zucchero filato!  Aveva tanti nuovi amici e sapeva come venivano prodotti i dolci tanto buoni che ogni giorno vedeva dalla vetrina del negozio!

Ecco avanzare le truppe di Cacao: il loro compito è di spolverare i biscotti che Mamma Vaniglia ha appena sfornato; Zio Miele, invece, impasta le torte e Cannella le insaporisce con il suo profumo. Ora è il turno di Dolce Latte che, insieme a Yogurt, rende cremose le tortine che vengono servite insieme al tè.

Il Signor Zenzero è quello più lento, ha una certa età in effetti, ma come cucina le focaccine lui non c’è nessuno!

Sofia ammirava proprio quest’ultimo personaggio, perché ora sapeva chi realmente faceva i suoi dolci preferiti!

E una volta sfornate, arrivano i fratelli Granelli di Zucchero: il loro compito è di decorarle una per una!

Un trillare di campanelli riecheggia nella stanza: <<Questo è il segnale che abbiamo terminato il nostro lavoro!>> spiega Al’ Caffè, il Biscotto che l’aveva scortata per tutto il tempo durante la visita.

<<Ma come faremo a portarli ora dal fornaio?>> chiede, preso dallo sconforto, Ciuffo di Panna.

Un mormorio di voci prende vita per tutta la sala.

<<Non ce la faremo>>.

<<C’è troppa strada da fare>>.

Sofia ascolta, mentre le torna a dolorare il suo dentino. Poi, si guarda intorno e decide di salire sopra a una sedia che vede lì accanto.

<<Amici miei!>> esclama spalancando le braccia <<voi siete stati ospitali, mi avete mostrato come fate a sfornare i vostri dolci, e mi avete spiegato la cosa più importante: fare felici tanti bambini!>>.

<<Se voi ora siete qua, è per colpa mia, e ora io, vi aiuterò!>>.

Nessuno più parlava, tutti la stavano guardando; poi improvvisamente un grido di gioia si alza, accompagnato da applausi e frasi di gratitudine.

 

Sofia è emozionata e ammira dall’alto della sua sedia quella moltitudine di personaggi che la sta acclamando.

Al’ Caffè le viene incontro, accompagnato da Signor Zenzero.

<<Grazie, Sofia! Siamo a tua completa disposizione, ed eseguiremo le istruzioni che tu ci darai per uscire di qua!>>.

E così dicendo l’ aiuta a scendere dalla sedia.

In verità Sofia, non aveva ancora pianificato nella sua testa come evadere da lì!

Però un’idea geniale le era balzata nella mente, e valeva proprio la pena di tentare il tutto per i suoi amici!

 

4 Capitolo

 

Le prime cose che le erano venute in mente, erano state le parole del suo amico Al’ Caffè.

<<Tu hai disegnato quello che più ti piaceva, e noi ora siamo qua!>> le aveva detto.

Allora, il luogo dove era capitata, era il fondo del suo guardaroba!

Comincia a guardarsi intorno, a cercare con lo sguardo, ma nulla. Allora, torna sulla sedia e con tono alto e chiaro espone la sua idea: <<Amici cari. Ho bisogno del vostro aiuto per cercare il materiale da usare per uscire da qua!>>.

<<Chiedi tutto ciò di cui tu hai bisogno, cara>> risuona la voce amorevole di Mamma Vaniglia.

<<Sto cercando delle scatole grandi più o meno così>> e traccia un quadrato immaginario nell’aria <<sono colorate e contengono delle matite>>.

<<Quindi>> prosegue Sofia <<dobbiamo dividerci in tanti gruppi e metterci alla loro ricerca>>.

<<D’accordo!>> aggiunge Signor Zenzero <<E il primo gruppo che troverà queste scatole, farà suonare la campanella per avvertire gli altri>>.

Di risposta, si leva un coro di voci pieno di entusiasmo.

Sofia non si era mai sentita così felice come in quel momento: anche il suo dentino da latte, ora, sembrava farle meno male.

È così che la squadra  di Cacao inizia ad esplorare il lato A della stanza.  Ciuffo di Panna, insieme a Dolce Latte e Yogurt, il lato B.  Zio Miele e Cannella, invece, insieme ai fratelli Granelli di Zucchero, cercarono nel lato C.  Per ultimo, Sofia  fruga nel lato D, con l’aiuto di  Mamma Vaniglia, del suo amico Al’ Caffè e di Signor Zenzero.

Rovista di qua e  rivolta di là, ma la ricerca non dava ancora frutti.

Da diverso tempo, infatti, si erano messi all’opera, e l’entusiasmo iniziale, ora, cedeva il posto allo scoraggiamento.

A un tratto a Sofia le viene in mente un luogo dove non aveva ancora cercato: il forno più grande che usavano per fare le torte!

Ma è così alto che non riesce ad aprirlo da sola: detto fatto, ecco la squadra di Cacao correre in suo aiuto.

<<Ohi!..>> ora si sente lei presa dallo sconforto: quale è la sua delusione nel vedere che le sue belle matitine colorate si sono sciolte completamente!

Immobile, fissa dentro al forno la triste scoperta, mentre Al’ Caffè e tutti gli altri si affollano, lentamente, dietro di lei.

Ma una mano si posa sulla sua spalla: è Signor Zenzero. <<Guarda attentamente Sofia, non ti sembra di vedere una meravigliosa tavolozza di colori?>>.

Lei spalanca gli occhi per il sapiente messaggio che lui le ha appena lanciato.

Di scatto si volta verso gli altri e urla: <<Presto! Portate tutti i pennelli da cucina che riuscite a trovare! Ogni squadra deve averne uno! Dopo di che portatelo qua e intingetelo nel colore!>>.  

In meno che non si dica, si era improvvisata una brillante squadra di pittori!

A turno si intingeva il colore e, seguendo le accurate istruzioni di Sofia, si stava ricreando,  sulla parete più grande, il negozio di Bruno il fornaio.

L’ ultimo tocco per disegnare l’apertura della porta, e il lavoro era concluso!

Stanchi, ma soddisfatti, ammirano la loro opera.

A Sofia batte forte il suo cuoricino. E se non avesse funzionato?

Signor Zenzero la incoraggia nuovamente : <<Avanti, prova!>> e la sospinge verso la porta dipinta.

La fissa un secondo, poi allunga la manina.

Come la sfiora, cade una fitta  pioggia di piccole stelle e la porta si materializza.

Erano riusciti a creare il passaggio!

Quale è la felicità dei suoi piccoli amici!

E lei non riusciva a dire una parola per la forte emozione.

Allora Signor Zenzero le dice: <<Sofia.. Grazie! Senza di te non ce l’avremo mai fatta!>>.

Poi rivolgendosi agli altri: <<Ora dobbiamo portare tutti i dolci nel negozio, o i bambini domani non troveranno nulla da mangiare!>>.

E con frasi di gioia e di approvazione, i nostri piccoli eroi riforniscono il negozio con dolci, torte e tutto ciò che avevano sfornato quella notte!

 

5 Capitolo

 

E’ giunto il momento di salutarsi.

Sofia si sente triste: non vuole separarsi dai suoi amici.

<<Hai avuto ingegno e non ti sei arresa davanti alle difficoltà” le spiega Signor Zenzero. <<Perciò devi essere felice e orgogliosa! Noi ci vedremo tutti i giorni quando passerai davanti alla vetrina del fornaio!>>.

Sofia alza lo sguardo.

Sta per rispondere ma, come apre la bocca, anziché le parole, con suo grande stupore, le cade fuori il dentino da latte!

Un “ OOhh!!” generale si alza stupito.

Sofia stessa non sa cosa dire!

<<Adesso sono io che ti voglio aiutare!>> esclama l’amico Al’ Caffè correndole incontro <<ti dirò un segreto che viene detto a ogni bambino, ogni volta che perde un dentino da latte!>>.

L’amico dolcetto le svela, infatti, che le era caduto perché ora, era una bimba cresciuta! E il modo in cui li aveva aiutati, l’aveva dimostrato pienamente!

Sofia ascolta sbalordita.

Poi avverte un trillare di campanelli. Si fa intenso, sempre di più. Allo stesso tempo, compare una luce colorata.

Sofia non sa cosa fare: è come immobilizzata!

Guarda i suoi amici che vengono avvolti dal fascio luminoso e lentamente sparire.

Il suono non smette: si fa forte, sempre più forte. E la luce è così abbagliante che alla fine è costretta a chiudere gli occhi per non esserne accecata.

<<Sofia...Sofia…>> chiama una voce.

<<E’ la voce di Mamma Vaniglia!>> le sembra.

Apre gli occhi.

Sofia è nel suo lettino, sotto al suo bel piumone tutto colorato.

Un raggio di sole mattutino filtra nella sua stanza, e la sta illuminando.

Dalla cucina proviene un rumor di piattini e tazzine e la voce della mamma: <<Sofia! Alzati cara! La colazione è pronta!>>.

Sergio il fratellino, ha già iniziato a correre per i corridoi della casa facendo schiamazzi!

Per un istante le sembra di non ricordare più nulla. Poi, improvvisamente, si precipita giù dal letto e corre verso l’armadio azzurro.

Lo apre. Dentro vi sono i suoi vestitini e, sul fondo, i disegni che aveva fatto il giorno prima con le sue matite colorate.

<<Era tutto un sogno!>> pensa.

Poi ricorda del suo dentino da latte e si tuffa davanti allo specchio: <<Aaahhh!>> fa, aprendo la bocca.  Non c’è più!

Sofia si sente invasa da una strana gioia ma, soprattutto, le piace pensare che forse aveva vissuto realmente l’avventura di quella notte!

Torna verso il letto e trova il dentino che giace sul cuscino: lo prende e corre in cucina.

La mamma è proprio lì.

<<Guarda!>> esclama con la manina allungata.

<<Oh, la mia Sofia!>> risponde la madre abbracciandola <<Ora sei diventata più grande, tesoro!>>.

Sofia la guarda con i suoi occhioni. <<Mamma! Allora conosci anche tu il segreto del dentino da latte?>>.

Lei la guarda teneramente come risposta. Poi la invita a sedersi a tavola, mentre le versa nella tazza il suo latte.

Sofia si mette a fare colazione e trova un’altra sorpresa.

Il cesto del pane è colmo di tanti gustosi dolcetti di forme e gusti diversi, e di tante focaccine!

<<Sono i dolci che ti piacciono tanto>> osserva la mamma. <<Questa mattina ho trovato un pacchetto davanti alla nostra porta e conteneva queste delizie.  Le hanno portate sicuramente Bruno il fornaio e sua moglie Vanna!>>.

Sofia resta a fissare il paniere e il suo contenuto a bocca aperta: aveva tante di quelle immagini per la testa e allora ripensava alla sua avventura e ai suoi amici.

Poi come un lampo, le torna alla mente la promessa che aveva fatto loro quella notte!..

 

In quel fresco pomeriggio d’inverno, in Piazza Speranza, Gino il fruttivendolo riporta la frutta nel suo negozio, dopo averla esposta come ogni mattina.

Silvana la giornalaia, all’interno della sua edicola, legge attentamente le riviste per essere aggiornata sulle ultime novità in fatto di pettegolezzi.

E Bruno il fornaio?

Eccolo nel suo negozio intento a sistemare su piatti e vassoi alcune torte appena sfornate!

Sofia sta tornando a casa da scuola canticchiando e saltellando e vede che all’interno del panificio c’è una piccola e allegra folla di bambini.

Una promessa è una promessa! Si ripete con il cuore palpitante..

Si avvicina, e cerca attraverso la vetrina della bottega i due fornai. Come li vede, fa un enorme <<Ciao!>>  con la mano.

Loro, sorridendole, ricambiano  subito il saluto.

Poi le indicano un angolo del negozio: Sofia guarda meglio e si accorge che dall’alto di uno dei mobili, un gruppo di allegri dolcetti si sta agitando e salutando!

Tra di loro vede anche Al’Caffè!

Sofia scoppia a ridere!

Sente nel cuore tanta gioia!

Sa che da ora, le cose sarebbero cambiate perchè avrebbe affrontato i suoi piccoli problemi in modo completamente diverso!

E con l’aiuto dei suoi nuovi amici!


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